Bed & Breakfast non è una locanda

Via libera ad un bed & breakfast in un complesso condominiale, anche se il regolamento vieta la destinazione a locanda o pensione. Si tratta, infatti, di attività ben diverse per dimensione organizzativa e frequentazione della clientela. Lo afferma il Tribunale di Roma con sentenza n. 510 dello scorso 9 gennaio (giudice Mario Bertuzzi) . Il caso, alquanto singolare, scatta con la decisione di un amministratore di citare in causa uno dei condòmini “colpevole” di aver avviato un’attività di B&B nonostante le regole impedissero la destinazione delle unità a «locanda o pensione». L’uomo motiva così, in sintesi, la richiesta di condanna alla cessazione dell’attività. Ma l’esercente si difende allegando un contratto locatizio tipo, da cui risultava la reale destinazione dei locali come «attività di affitta camere (tre stanze), senza uso di cucina, ristorazione e servizio di prima colazione». Una destinazione, quindi, ben diversa da quella di locanda o di pensione, questa sì, preclusa dal regolamento.

Il Tribunale, assestandosi sulla posizione espressa con pronuncia n. 18303/2015, concorda: dall’istruttoria, tre camere erano risultate– destinate a B&B . Tuttavia la richiesta dell’amministratore andava respinta.

La ragione? Semplice. Il divieto posto dal regolamento riguardava solo le attività di locanda o pensione, profondamente diverse (per maggiore frequentazione degli ospiti, ristorazione, quantità di personale e dimensione) rispetto a quella del B&B. Soluzione coerente persino con la scelta del regolamento di evitare, impedendo l’apertura di locande o pensioni, l’accesso indiscriminato di estranei. Finalità che, a ben vedere, avrebbe suggerito di prevedere anche il divieto di esercizio di studi professionali, invece non sancito. E le regole condominiali, giacché implicanti limitazioni al diritto del proprietario di godere del pieno e libero godimento del bene (Cassazione 21307/2016), non sono suscettibili di applicazione né estensiva né analogica.

(fonte Sole 24 ore)