Il BIM nel patrimonio esistente: HBIM

Nel nostro paese la metà del patrimonio edilizio esistente ha oltre 40 anni, questo aspetto del nostro territorio (massicciamente costruito nel XX° secolo) porta a chiedersi come applicare i nuovi sistemi di progettazione BIM (building information modeling) al patrimonio storico o storicizzato esistente.

 E qui che ci viene in aiuto l’HBIM ovvero Historical (o Heritage) Building Information Modeling. L’HBIM introduce un nuovo modo di “progettare” l’esistente, generando modelli geometrici 3D snelli e flessibili, che consentono di ottimizzare la gestione, la manutenzione e la tutela di un’opera costruita. E’ dunque un processo applicato agli edifici esistenti ed inquadra un nuovo metodo di modellazione geometrica.

L’HBIM applica il concetto di “reverse engineering” sugli edifici esistenti; il reverse engineering si articola in diverse fasi: una iniziale che consiste nella modellazione dell’edificio esistente e delle sue componenti,  una o più fasi successive di inserimento dati, informazioni, contenuti, notizie storiche, manutenzioni ed eventuali aggiunte o modifiche al fabbricato.

Il processo mira ad avere un modello tridimensionale dell’edificio allo stato attuale, garantendo accuratezza, precisione e qualità di rappresentazione, coerenti con i dati acquisiti nelle fasi di rilievo e nelle fasi di ricerca documentale.

Gli obiettivi che ci si pone con l’HBIM sono essenzialmente quelli di poter ottenere un database del fabbricato esistente, costituito da oggetti intelligenti, contenenti informazioni di varia natura che possano essere interrogate, aggiornate, sostituite e aggiunte.

Questi dati/informazioni sono il cuore del HBIM, essi costituiscono il database del nostro fabbricato.  Tali dati, messi a disposizione dell’amministratore dell’edificio, consentono di intervenire più velocemente e agevolmente su eventuali problematiche che possono presentarsi.

Come il BIM anche l’HBIM ha innumerevoli vantaggi e casi di applicazione.

Poniamo  il caso che dobbiamo intervenire sulle facciate del nostro fabbricato (compresi gli interventi agevolati dal nuovo decreto Rilancio SUPERBONUS 110%), se il nostro fabbricato è già dotato di un modello HBIM è certamente più veloce la composizione della offerta, perché con una interrogazione dei dati dal modello otteniamo in tempi rapidi la superficie interessata dall’intervento. In modo analogo può essere caso del  vano scala che necessita di essere tinteggiato, anche in questo caso possiamo interrogare il modello per sapere quanti metri quadri ti tinteggiatura sarà necessaria e al contempo conoscere i metri lineari delle ringhiere da verniciare.

Esempio estrazione dati

 

Altri esempio sono: potremmo modellare il giardino o resede condominiale, tenere sotto controllo la manutenzione del verde, oppure sostituire tutti gli infissi del vano scala ed estrarre dal modello il numero di infissi e la loro dimensione, per le coperture si possono indicizzare il numero di comignoli da ispezionare, i metri di gronde da pulire, le quantità di manto o di la guaina da sostituire, si possono integrare gli interventi di messa in sicurezza delle coperture tipo le linee-vita. Inoltre il modello può contenere anche informazioni sul sistema degli impianti e degli scarichi, si possono inserire ad esempio i radiatori con il numero di elementi, i dispositivi di contabilizzazione di calore. In definitiva avremmo una radiografia 3D del nostro edificio.

Concludendo l’HBIM persegue l’obiettivo di digitalizzare il patrimonio edilizio esistente sia che si tratti di grandi o piccoli complessi edilizi.

 

Francesco Felicetto

BIM/Consultant LFdA Firenze

Autodesk Certified Instructor

 

Esempio modellazione edificio multidisciplinare

Modellazione architettonica

 

Modellazione strutturale

 

 

Modellazione impiantistica