LEAN & AGILE @ ITALIA CORONAVIRUS

Introduzione

Lo scenario Coronavirus è sicuramente la massima espressione dell’ ambiente VUCA (Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity) che già caratterizzava il periodo di rivoluzione digitale in cui viviamo, le cui caratteristiche, a seguito dell’arrivo di questo agente esterno imprevisto, si sono ulteriormente esacerbate e mi riferisco in particolare a due di queste: l’incertezza e la complessità. Ma veniamo allo scopo di questa lettera: rispondere alle domande che più volte tutti ci siamo fatti in questo ultimo periodo.

 

Come si sta comportando la classe politica di fronte a questa emergenza straordinaria?

Sia governo che opposizione stanno, una volta di più, dimostrando la loro inadeguatezza e incompetenza nel gestire il paese.

Governo

  • Ha deciso di farci stare a casa troppo tardi. Conosceva la situazione già a gennaio e ha attivato il lock-down i primi di marzo.
  • Non ha assolutamente messo in atto un principio fondamentale nella gestione delle persone: “il miglior insegnamento è l’esempio”. Mi riferisco al fatto che in un momento in cui tutti stiamo guadagnando meno, la nostra classe politica, a differenza di quella di altri paesi, continua a percepire gli stessi soldi di prima.
  • Ha gestito e coordinato molto male tutto:
  1. Il parlamento doveva essere più coinvolto, pur con l’attenuante del bassissimo livello dei nostri parlamentari, difficile dimenticare le risse in parlamento.
  2. Non ha fatto leva su principio di buon senso anch’esso fondamentale soprattutto nei momenti di crisi: l’unione fa la forza. Basta pensare al coordinamento delle regioni e alla sinergia governo-opposizione.
  3. La strategia sanitaria è stata completamente sbagliata. Si dovevano preservare gli ospedali per i casi più gravi e tentare di gestire la maggior parte dei malati a casa. Risultato: gli ospedali sono diventati dei lazzaretti e sono morti oltre a tante persone anche moltissimi medici.
  4. La task force di circa trecento consulenti pagati con le nostre tasse si è dimostrata troppo numerosa, poco affiatata e mal coordinata e quindi ha prodotto più problemi che soluzioni.
  5. La fornitura dei materiali per la protezione della persone è risultata ampiamente sotto la sufficienza sia per quantità che per qualità e non parliamo dei tempi di consegna.
  6. La perla finale: la comunicazione. Peggio di così non si poteva fare, nemmeno impegnandosi. Sarei davvero curioso di sapere chi erano i consulenti nella task force su questo aspetto e quanto sono stati pagati.

Opposizione

  • Hanno continuato a fare campagna elettorale, continuando a sparare a zero sul governo, pur dicendo che non lo facevano, cercando di sfruttare il momento a dir poco tragico per guadagnare quote di mercato.
  • Hanno mantenuto il solito tono aggressivo, distruttivo e da mercato del pesce.

 

Come mai l’Italia sta soffrendo il coronavirus più degli altri paesi?

A tale proposito, ne abbiamo sentite di tutti i colori e non nego che a volte, nonostante il momento tragico mi è scappato da ridere. Qualcuno ha ipotizzato che noi italiani siamo stati sfortunati altri hanno provato a sostenere che noi abbiamo una popolazione più anziana rispetto al resto d’Europa tanto per citare le più bizzarre. Ma perché non siamo mai sinceri, almeno con noi stessi, nel dirci che siamo peggio organizzati degli altri, pur pagando più tasse degli altri, quindi paghiamo di più per avere servizi di qualità più scadente.

Le evidenze di questa inefficienza organizzativa  sono alla luce del sole:

  1. Più parlamentari di tutti le altre democrazie, meglio pagati, stipendiati anche quando smettono di lavorare, vedi vitalizi.
  2. Eccessiva duplicazione di ruoli governativi: stato-regioni-province-comuni, non chiara definizione di ruoli e responsabilità: chi deve fare cosa e quando.
  3. Un comparto amministrativo statale elefantiaco, lento e con efficienza pari allo zero. Solo un esempio: per aprire una nuova srl in Italia ci vuole il doppio dei soldi e il triplo del tempo rispetto agli altri paesi europei, oltre al fatto che chi apre una nuova azienda non ha alcun incentivo.
  4. Pur avendo un sistema sanitario valido da un punto di vista qualitativo, anche se negli ultimi anni ridotto all’osso dai tagli per la copertura del debito pubblico, in questo momento del bisogno lo abbiamo gestito malissimo.

La causa radice di tutto questo è sempre la stessa: i nostri politici, tutti, nessuno escluso, nostro malgrado, sono altamente incompetenti e incapaci di gestire il paese. Nonostante questo, a differenza di quanto accade nelle aziende private, in cui un manager se non porta risultati va a casa, loro rimangono attaccati da sempre alle loro poltrone. Si parla in molti casi di “dirigenti dello stato” per continuare il parallelismo con le aziende che molto frequentemente non sono laureati, per non parlare poi dell’inglese, ormai essenziale vista la globalizzazione, che per molti di loro è un illustre sconosciuto.

Tuttavia, vorrei chiudere, se non avete già chiuso voi per la lunghezza della lettera, provando a ipotizzare delle possibili soluzioni e ringraziando chi invece si è comportato bene.

Un’idea di soluzione e tanti perché su cui riflettere

Applicare le metodologie Lean e Agile alla struttura organizzativa dello stato migliorandone qualità del servizio, costi di gestione e tempi di consegna o se preferite usando un linguaggio più semplice, fare di più con meno e meglio.

Lo Stato non è altro che un’azienda che dovrebbe avere come mission: la qualità e l’efficienza (costi e tempi) dei servizi ai cittadini? Cosa ci impedisce di semplificare sia la struttura che i processi? Cosa ci impedisce di cambiare lo status quo e di provare a ridurre il numero dei parlamentari a favore della loro qualità? Perché lo stato dà finanziamenti ai partiti, troppi e inutili, invece di darli alle aziende che portano alta la bandiera del made in Italy nel mondo e che per fortuna ci sono.

Perché il sistema stato, non ha l’umiltà e la furbizia di copiare ad esempio il piano per affrontare la fase 2 dalle aziende italiane eccellenti che già lo hanno disegnato e messo in atto come la Ferrari?

Perché non puntiamo su gente nuova, preparata, che non abbia troppe commistioni politiche? Lo stato, come del resto ogni azienda,  avrebbe bisogno di talenti, noi ne abbiamo?

La qualità del servizio offerto dipende, come in tutte le aziende, dalla qualità delle persone e i valori da cui sono guidati.

 

Conclusioni e ringraziamenti

Non vorrei, tuttavia apparire come quegli italiani che parlano male del proprio paese. Io questo paese lo amo e credo di essere stato molto fortunato a nascerci e a viverci perché è bellissimo, ricco di risorse naturali, storiche, culturali, gastronomiche ma anche umane. Pensate al successo di tanti italiani all’estero e anche al comportamento della maggior parte della gente in questa situazione difficile.

Infine, vorrei ringraziare tutti quelli che si sono comportati bene in questa fase molto critica e che ci hanno concretamente aiutato ad andare avanti in un momento così difficile:

Tutto il personale sanitario e le loro famiglie a cui va una medaglia d’oro al valore: molti di loro hanno dato la vita per salvarci e questo non lo dovremmo dimenticare mai!

Tutti i lavoratori della catena alimentare, i magazzinieri, i camionisti, le cassiere, poco citati e poco ringraziati, ma anche loro hanno rischiato e stanno rischiando la vita per noi.

La maggioranza dei cittadini italiani che sono rimasti a casa dimostrando ancora una volta di essere centomila volte meglio della classe politica da cui sono rappresentati.

 

Marco Baldini