Sospensione dei servizi comuni ai morosi

Il compito di agire giudizialmente nei confronti di eventuali condomini morosi spetta, di regola, all’amministratore ma costui può venirne dispensato dall’assemblea (unico organo con competenza a concedere dilazioni di pagamento ai condomini).

Nel caso questa non agisca nel senso appena ricordato, all’amministratore sono concessi, dalla legge, 6 mesi di tempo dalla chiusura dell’esercizio nel quale il credito esigibile è compreso per agire nei confronti del proprietario moroso.

Occorre precisare che il termine di 6 mesi non è perentorio e che un eventuale ritardo non causa la perdita della possibilità di esperire l’azione ma nel caso si abbiano dei danni conseguenti a tale ritardo, l’amministratore può esserne ritenuto responsabile in giudizio.

Il termine semestrale, inoltre, segna anche un altro momento di altrettanta importanza: l’amministratore può sospendere, direttamente o tramite provvedimento del giudice, il condomino moroso dalla fruizione di servizi comuni suscettibili di godimento separato (si noti, non necessariamente quelli per cui il condomino è divenuto moroso) anche senza autorizzazione.

Con riferimento ai servizi essenziali, peraltro, l’unica disciplina che ne vieta espressamente la sospensione totale in determinati casi riguarda la fornitura idrica; conseguentemente, qualsiasi altra sospensione di servizi essenziali (luce, gas, ecc.) sarebbe, seppur contestabile in giudizio, non espressamente vietata dalla legge e quindi lecita.